Italian recollection

Italy in their own words

Every interview I do, every report I read, I collect some impressions and thoughts about Italy.

You can read them here.

November 30 2020
Reading time: 5
Italy quotes

Quotes about Italy

(selected by Ilaria Verunelli)

Book

Gemma Trevisani: “La verità è che il libro cartaceo continua ad essere davvero un oggetto geniale perché non si rompe, non si scarica. Io credo che non tramonterà mai”.

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Comedy

Gino&Michele: “Di tutti i comici coi quali abbiamo lavorato Paolo Rossi è certamente il più colto. Parla quattro lingue. Purtroppo tutte contemporaneamente”. (Formiche n° 1104)

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Economy 

Censis (2020): “Il sistema-Italia è una ruota quadrata che non gira: avanza a fatica, suddividendo ogni rotazione in quattro unità, con un disumano sforzo per ogni quarto di giro compiuto, tra pesanti tonfi e tentennamenti. Mai lo si era visto così bene come durante quest’anno eccezionale, sotto i colpi sferzanti dell’epidemia”.

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Email

Umberto Eco, quoted in the New Yorker: “I don’t even have an e-mail address. I have reached an age where my main purpose is not to receive messages”. This quote is mentioned  by Donald E. Knuth on his Stanford page.

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Fashion 

Giorgio Armani: “I jeans rappresentano la democrazia nella moda”.

(quote discovered thanks to Michele Mozzati, author of the book Quel blu di Genova)

History

Gino&Michele: “Il ’68 è stato l’inserto satirico del ‘900”. (Formiche n° 817)

Milan 

Sergio Gerasi: “Milano è la città dove sono nato e dove tuttora vivo. Nel corso degli anni, tramite il fumetto e la musica, ho girato molto, visto tanti posti, incontrato un mucchio di gente. Ma, come diceva Kerouac, sempre a casa devi tornare, per elaborare un “Satori”, un’illuminazione. E così è sempre stato per me, le idee sedimentavano sempre e una volta tornato a Milano ribollivano fuori; per cui tutte le cose che ho scritto, sono nate qui ed è inevitabile che si portino appresso anche il sapore dei palazzi intorno.

Milano è di certo estremamente pudica, la sua bellezza non è immediata e la devi ricercare; non è mai a portata di mano. Basti pensare che alcuni dei luoghi più suggestivi sono le corti interne, spesso inaccessibili”.

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Alda Merini: “Milano dai vorticosi pensieri/dove le mille allegrie/muoiono piangenti sul Naviglio/Milano ostrica pura/io sono la tua perla,/amore”.

Music

Francesco Filidei: “La musica è il colore del tempo e il tempo lo puoi colorare anche con gesti, con odori. La musica però è l’organizzazione di questi odori, di questi gesti, del sentire il tempo che scorre. Puoi utilizzare dei gesti senza un corrispettivo sonoro e costruirli come se fosse una musica e percepire la musica. Per questo mi è sempre interessata l’ambiguità di cos’è la musica. Allora metti un clarinettista in fondo alla sala e dici al pubblico che sta per fare il suono più piano che esista e poi lui non suona. Eppure qualcuno avrà percepito il suono”

 

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Poetry and poets

Alda Merini: “Il poeta ha scoperto una grande cosa: che a lavorare non si guadagna. Il tempo è denaro, quindi il tempo lo vuole per sé”.

Alda Merini: “Visto che Carmina non dant panem (le poesie non danno pane), ho sposato un prestinaio (panettiere, dal milanese prestiné) e sono entrata nell’Accademia della Crusca anche io”.

Alda Merini: “I poeti lavorano di notte/quando il tempo non urge su di loro,/quando tace il rumore della folla/e termina il linciaggio delle ore./I poeti lavorano nel buio/come falchi notturni od usignoli/dal dolcissimo canto/e temono di offendere Iddio./Ma i poeti, nel loro silenzio/fanno ben più rumore/di una dorata cupola di stelle”.

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Rimini

Gino&Michele: “ANONIMO RIMINESE // Lottare lottare / Non smetter di lottare / Calpestando i bagnanti / Per raggiungere il mare”. (Formiche n° 1801)

Sport

Simone Barlaam: “Lo sport agonistico è molto formativo. Ti crea, ti modella un po’ come persona, come adulto nel mio caso ti fa crescere. Aiuta molto la resilienza, la costanza, la determinazione e anche nella disciplina di tutti i giorni, a scuola, nel mio caso quando ero a liceo. E anche approcciarsi con gli altri nel modo un po’ più corretto, come insegna il fair play, ecco”.

 

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Telequiz

Aldo Grasso, TV critic (Corriere della Sera, 17 novembre 2015): «Lascia o raddoppia? è stata la prima trasmissione cult della nostra tv. Il giovedì sera, l’Italia sembrava fermarsi per rispondere alle domande di Mike Bongiorno: i bar, le latterie, i circoli straripavano di gente, i cinema erano vampirizzati dalla tv (le proiezioni venivano interrotte), le strade apparivano deserte e tutti i televisori (non molti, in verità: nel 1954 non sono più di 88mila, solo nel 1963 salgono a 643mila) accesi per godere di quella inaspettata festa collettiva. Lascia o raddoppia? è stata la trasmissione che ha aperto in Italia il grande dibattito sulla cultura di massa, ben prima dell’avvento dei tascabili, ben prima di «Apocalittici e integrati», che è del 1964»

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Tourism 

Inhabitants of Costa Romagnola: «Nel momento della distruzione di Isola delle Rose, gli Operatori Economici della Costa Romagnola si associano allo sdegno dei marittimi, degli albergatori e dei lavoratori tutti della Riviera Adriatica condannando l’atto di quanti, incapaci di valide soluzioni dei problemi di fondo, hanno cercato di distrarre l’attenzione del Popolo Italiano con la rovina di una solida utile ed indovinata opera turistica. Gli abitanti della Costa Romagnola».

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